DEUS, SPIRITUS, HOMINES un reportage sulle comunità religiose del territorio

Domenica 15 Dicembre ore 11.30

Inaugurazione mostra di Francesco Cito (fino al 13 giugno 2020)

Dal rumore dei reportage di guerra al silenzio della preghiera, avendo il privilegio di entrare in spazi di norma riservati e sconosciuti, questo il viaggio che il fotografo Francesco Cito ha intrapreso alla scoperta dei luoghi di culto, delle professioni di fede nei territori dell’Umbria. Un viaggio di ricerca e documentazione dedicato alle comunità religiose che, attraverso il potente mezzo della fotografia, evidenzia la necessità dell’uomo di costruire e custodire la propria identità culturale, spirituale e sociale, un viaggio che diventa mostra.

Francesco Cito, è nato a Napoli il 5 maggio 1949. Interrotti gli studi si trasferisce a Londra nel 1972 per dedicarsi alla fotografia. Per sopravvivere nella capitale britannica degli anni 70, si adatta ai più svariati mestieri, dal lavapiatti in un ristorante in King’s Road, al facchino dei Magazzini Harrod’s. L’ inizio in campo fotografico 1975, avviene con l’assunzione da parte del settimanale Radio Guide mag. il quale tratta tutti gli avvenimenti di musica leggera, dal rock al country, in l’Inghilterra. Successivamente divenuto fotografo free-lance, inizia a collaborare con The Sunday Times mag., che gli dedica la prima copertina per il reportage “La Mattanza”. Successivamente collabora anche con L’Observer mag.
Nel 1980, è uno dei primi fotoreporter a raggiungere clandestinamente l’Afghanistan occupato con l’invasione dell’Armata Rossa, e al seguito di vari gruppi di guerriglieri che combattevano i sovietici, percorre 1200 KM a piedi. Sue le foto dei primi soldati della Stella Rossa caduti in imboscate. Nel 1982 – 83, realizza a Napoli un reportage sulla camorra, pubblicato dalle maggiori testate giornalistiche, nazionali ed estere. Sempre a Napoli nel 1978 on assignment per The Sunday Times mag. realizza un reportage sul contrabbando di sigarette dallo interno dell’organizzazione contrabbandiera.
Nel 1983 è inviato sul fronte Libanese dal settimanale Epoca. Segue il conflitto in atto fra le fazioni palestinesi che vedono il leader Abu Mussa appoggiato dal regime siriano di Assad, contro Yasser Arafat e i suoi sostenitori. è l’unico foto-giornalista a documentare la caduta di Beddawi Refugee Camp, ultima roccaforte di Arafat in Libano. Seguirà le varie fasi della guerra civile libanese, fino al 1989.
Dal 1984 si dedica alle condizioni del popolo palestinese all’interno dei territori occupati della West Bank (Cisgiordania) e la Striscia di Gaza. Seguirà tutte le fasi della prima “Intifada” 1987 – 1993 e la seconda 2000 – 2005. Resta ferito tre volte durante gli scontri. Nel 1994 realizza per il tedesco Stern mag. un reportage sui coloni israeliani oltranzisti. Nell’aprile 2002, è tra i pochi ad entrare nel campo profughi di Jenin, sotto coprifuoco durante l’assedio israeliano alle città palestinesi. Nel 1989 è inviato in Afghanistan dal Venerdì di Repubblica e ancora clandestinamente a seguito dei “Mujahiddin” per raccontare la ritirata sovietica. Tornerà in quelle aree di nuovo nel 1998 inviato dal settimanale Panorama, con l’intento di incontrare Osama Bin Laden. Intento non andato a buon fine a causa l’inizio dei bombardamenti americani.
Nel 1990, è in Arabia Saudita nella prima “Gulf War” con il primo contingente di Marines americani dopo l’invasione irachena del Kuwait. Seguirà tutto il processo dell’operazione “Desert Storm” e la liberazione del Kuwait 27 – 28 febbraio 1991. Nei suoi viaggi attraverso il Medio Oriente, in più occasioni ha focalizzato il suo interesse a raccontare i vari aspetti dell’Islam dal Pakistan al Marocco. Negli anni 90 segue le varie fasi dei conflitti balcanici.
 Nel 2000 realizza un reportage sul “Codice Kanun”, l’antica legge della vendetta di origini medievali nella società albanese.
In Italia si occupa spesso di casi di mafia, ma anche di eventi come il Palio di Siena che gli varrà il primo premio al World Press Photo 1996 ed altri rilevanti aspetti della società contemporanea.
Dal 1997 l’obiettivo è anche puntato sulla Sardegna fuori dagli itinerari turistici, tra il sociale e le tradizioni, lavoro già in parte racchiuso in in foto-libro. Nel 2007 è invitato dal Governatorato di Sakhalin (Russia), l’isola ex colonia penale raccontata da Checov, per un lavoro fotografico sul territorio, illustrando la vita e le attività produttive, a seguito della scoperta di ingenti giacimenti petroliferi. Lavoro divenuto una mostra e un foto libro editato in Russia. Nel 2012 la prestigiosa casa di gioiellieri parigini “Van Cleef & Arpels” gli commissiona la realizzazione di un lavoro fotografico, in cui descrivere l’operosità attraverso le mani dei loro artigiani nel confezionare i gioielli più esclusivi del mondo, poi raccontati in un volume stampato in nove lingue. Nel 2015 la Canon, lo incarica di fotografare l’EXPO di Milano, sul tema “Eco-sostenibilità alimentare nel mondo, con il preciso obiettivo di raccontare i visitatori, lavoro da destinarsi in un foto-libro in sole 182 copie esclusive e firmate.
1995 il World Press Photo gli conferisce il terzo premio Day in the Life per il “Neapolitan Wedding story ”
1996 il World Press Photo gli conferisce il primo premio per il Palio di Siena.
1997 l’Istituto Abruzzese per la storia d’Italia contemporanea, gli conferisce il premio “Città di Atri” per l’impegno del suo lavoro sulla Palestina.
2001 il Leica Oskar Barnak Award lo segnala con una Menzione d’Onore per il reportage “Sardegna”
2004 riceve il premio Città di Trieste per il Reportage. I° edizione
2005 riceve il premio: La fibula d’oro, a Castelnuovo Garfagnana (LU)
2005 riceve il premio ” Werner Bischof ” Il flauto d’argento ad Avellino
2006, la FIAF lo insigne del titolo “Maestro della fotografia italiana.
2006 vince il premio Bari-photocamera
2007 riceve il premio Benevento
2009 vince il premio San Pietroburgo (Russia)
2009 insignito del premio Antonio Russo per il reportage di guerra, PE
2013 Vince il primo premio Canon – Mondadori
Ha collaborato e pubblicato sulle maggiori riviste nazionali e straniere: Bunte, Epoca; l’Europeo; Figaro mag; Frankfurter Allgemeine mag; Illustrazione Italiana; Il Venerdì di Repubblica; The Indipendent; Io Donna; Il Sole 24 Ore mag; L’Express; Life; The Observer mag; Panorama; Paris Match; Sette-Corriere della Sera; Smithsonian mag; Stern; Sunday Times; Traveler; Zeit mag.